• Il Progetto

      Dicci chi sei e cosa fai.

      Ciao a tutti, mi chiamo Virginia Enrico e sono una studentessa del primo anno alla Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté di Roma. Frequento il corso di Organizzazione della Produzione.

      L’Organizzatore della produzione sovrintende l’organizzazione della lavorazione di un film in tutti i suoi aspetti, dalla preparazione alla fase di post produzione, in accordo con il produttore. È responsabile ultimo della stesura del piano di lavorazione e del preventivo dei costi, relazionandosi costantemente con tutti i reparti artistici e tecnici che partecipano alla realizzazione di un’opera audiovisiva. Da dove nasce questa tua passione?

      La scelta dell’organizzazione della produzione nasce dall’unione tra i miei interessi nell’economia e nel cinema.
      Da diversi anni, tutte le settimane sono solita andare al cinema: il cinema mi fa provare emozioni e mi piacerebbe molto farne un lavoro quotidiano.
      La scelta specifica del corso di organizzazione della produzione è legata all’economia: mi piace tutto ciò che riguarda l’organizzazione di un sistema. Del sistema cinematografico mi piace l’idea di fare un lavoro che si svolge collettivamente e che sovraintende sia economicamente che umanamente un prodotto audiovisivo.

      La Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”, centro di formazione professionale della Regione Lazio cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, ti ha permesso di intraprendere un percorso dedicato a questa tua passione. Ci racconti qualcosa dei tuoi anni nella Scuola? E magari svelaci un aneddoto!

      Ho iniziato da poco ma mi hanno già permesso di toccare con mano il lavoro dell’organizzatore della produzione. La grande opportunità che mi sta offrendo la Scuola “Gian Maria Volonté” è la possibilità di studiare la professione sia a livello teorico che pratico.
      Fin da subito mi è stato chiaro che non è concepita come un’università ma neanche solo come una scuola di formazione professionale: la natura pratica e collettiva del lavoro svolto, che rappresenta una preparazione al mondo del lavoro, porta gli studenti a una collaborazione continua, in cui spesso si creano legami molto forti che affiancano gli studi.

      Quanto, la partecipazione al corso della Scuola, ha influito sul tuo sviluppo personale e professionale e quali obiettivi ti ha permesso di raggiungere o quali nuove strade ti ha aperto?

      La Scuola è fondamentale per la mia formazione e per darmi la possibilità di confrontarmi con la mia scelta professionale: i docenti, che ci formano e ci seguono nell’arco dei tre anni, sono tutti professionisti attivi nel settore cinematografico e con una grande esperienza. Il connubio tra preparazione teorica e pratica forma gli studenti all’interno di un contesto accademico in cui poter sbagliare e comprendere l’errore.
      La scuola prevede inoltre delle ore di tirocinio curriculare, affianco alla preparazione didattica e alle esercitazioni pratiche, aprendo la possibilità di instaurare dei rapporti lavorativi veri e propri già durante gli anni di formazione.

      I tuoi tre motivi per i quali dei ragazzi come te dovrebbero iscriversi alla Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”, scegliendo dunque di coltivare la propria passione per l’organizzazione della produzione nella realizzazione di un film.

      In primo luogo e personalmente, consiglio la Scuola Volonté perché è un mondo meraviglioso di persone e idee che si muovono intorno al cinema e, come tale, anche intorno all’arte, alla società e alla cultura, aldilà della classe che si frequenta. A scuola si incontrano e si confrontano menti diverse che condividono un progetto comune ma con esperienze e opinioni tra le più disparate. Il confronto e la diversità rappresentano la forza della scuola.
      Consiglio l’organizzazione della produzione a persone che hanno interesse nel cinema ma anche nell’“altro” e nel desiderio di metterlo nelle migliori condizioni per svolgere il proprio lavoro, supportarlo e, al tempo stesso, sovraintenderlo. Nella gestione di tutti i reparti coinvolti nella realizzazione di un film e di chi che ne fa parte, la produzione richiede la capacità di muoversi velocemente tra persone e problemi, sia di carattere logistico che economico. In quanto organizzazione di tutti gli altri reparti, uno dei motivi più validi per scegliere il mio corso è rappresentato, a mio avviso, dalla capacità di raccogliere in una sola area le competenze di tutte le altre, caratteristica intrinseca che la rende unica nel suo genere.

        • Il Progetto

          Dicci chi sei e cosa fai.

          Mi chiamo Elisa aka ELASI e sono autrice, cantante e producer. Il mio progetto musicale è un pop contaminato da molti generi che vanno dal funk all’elettronica, dall’r’n’b alla bossa, dall’afrobeat alla disco. 

          Quando nascono in te l’interesse e la passione per la storia, la composizione e l’interpretazione della musica?

          Fin da quando son nata c’è sempre stata tanta musica nella mia casa. Si ascoltava il giradischi, la radio e la tv, ed è stata una cosa normale per i miei genitori portarmi a lezione di pianoforte quando avevo 5 o 6 anni, anche se non sono musicisti. Da quel giorno, non ho mai smesso di studiare, creare e “respirare” musica: ho frequentato il conservatorio (chitarra classica), ho studiato jazz con una borsa di studio per Berklee Summer School, ho lavorato in uno studio di produzione a Los Angeles per assimilare l’elettronica, ho lavorato sul canto per trovare il mio suono più naturale, e ho fatto tanta gavetta suonando dal vivo.

          Officina Pasolini, il laboratorio di alta formazione artistica del teatro, della canzone e del multimediale della Regione Lazio, nonché Hub culturale di eventi su Roma, ti ha permesso di intraprendere un percorso dove far crescere il tuo talento e provare a fare della musica la tua professione. Come hai scoperto questo mondo?

          Tramite passaparola di un caro amico. Nel 2015, mi ero appena laureata in economia ma volevo portare avanti il mio percorso musicale. L’apertura delle candidature per il primo biennio di Officina Pasolini è caduta per me a pennello. Ci ho provato credendo di non riuscirci. Invece, in pochissime settimane, ho saputo che ero stata presa e che dovevo iniziare una nuova vita a Roma. 

          Quanto è importante questo corso per te? Quanto, dunque, ti senti arricchita da questa esperienza? E svelaci un aneddoto!

          Se non avessi fatto Officina Pasolini, forse la musica sarebbe rimasta per me un hobby. Se non fosse stato per quella borsa di studio, non mi ci sarei mai potuta dedicare full time per quasi due anni. All’inizio non è stato facile. Non sono mai stata molto sicura di me quindi era difficile affrontare la timidezza e proporre la mia musica davanti a dei veri professionisti, in un ambiente difficile come quello artistico. Ma, alla fine, a forza di stimoli, di “capocciate” e di formazione pratica, ho capito che cosa volevo fare esattamente con le mie canzoni. Che piacciano o no, ho imparato a costruirmi la mia piccola strada.

          I tuoi tre motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero iscriversi al laboratorio di Canzone di Officina Pasolini, scegliendo dunque di coltivare e approfondire la propria passione per la musica.

          Il primo è che non conosco altri posti in Italia in cui si possa avere un’infarinatura a 360 gradi e gratuita sulla professione dell’autore e del cantautore. Al momento, sono autrice per Sugar e mi sento di essere stata preparata ai ritmi di questo mestiere nelle case discografiche.
          Il secondo è la disponibilità e il contatto umano degli insegnanti/tutor. Prima di firmare un contratto discografico o di fare una gavetta infinita, è veramente difficile potersi confrontare con calma e avere consigli pratici di professionisti così importanti.
          Il terzo è la convivenza con altri artisti. Puoi avere tutti i giorni consigli e feedback immediati da persone che hanno una sensibilità artistica simile alla tua, imparando ad accettare la cosa fondamentale della vita di un musicista: "non puoi piacere a tutti quindi non provarci nemmeno a non essere te stesso al 200%” :)!

          • Il Progetto

            Studiosa della cultura Giapponese e insegnate della medesima lingua. Veronica, raccontaci chi sei e cosa fai. 

            Mi chiamo Veronica Favaro ho 27 anni e sono nata e cresciuta a Latina. Fin da piccola sono stata sempre un’appassionata di lingue, di arte e di tutto ciò che è creativo. La passione per le lingue e per la letteratura ha fatto sì che al liceo studiassi l’inglese, il francese e lo spagnolo. Spinta da un irrefrenabile desiderio di conoscenza, già durante i primi anni mi sono avvicinata al giapponese, lingua poi studiata all’università con ottimi risultati. Attualmente sto lavorando sodo per affrontare una nuova sfida: da ottobre di questo anno, molto probabilmente, inizierò un nuovo percorso universitario che unisce la mia passione immensa per le lingue e il mondo della moda e del Made in Italy, studiando mediazione linguistica nell’indirizzo Fashion & Design Management all’Università Unicollege di Firenze.

            Torno Subito è il programma di interventi che finanzia progetti presentati da giovani universitari, laureati, diplomati, ideato dall’Assessorato alla Formazione, Ricerca, Scuola, Università della Regione Lazio, con il fine di promuovere un piano di sviluppo di percorsi di formazione e di sperimentazione di esperienze in ambito lavorativo. Questo progetto che si sviluppa in due fasi, la prima fuori dalla regione (in Italia o in uno qualsiasi dei Paesi del Mondo) e la seconda da svolgere nel nostro territorio, in cosa ti ha arricchito e quanto è stato importante per la tua crescita personale e magari anche professionale?

            Torno subito mi ha innanzitutto dato la possibilità economica di poter studiare e vivere in un paese all’estero, entrando in contatto con molte culture diverse, e l’opportunità di insegnare in una scuola di lingue di Latina attraverso un tirocinio. Durante la fase 1, ho consolidato la mia conoscenza del giapponese studiando in una scuola di Tokyo, imparando a destreggiarmi nelle piccole sfide quotidiane, raggiungendo sempre di più una mia indipendenza. Durante la fase 2, ho imparato tecniche di insegnamento stando a contatto con alunni con esigenze diverse e confrontandomi con docenti esperti nel settore.  L’intero progetto ha fatto sì che diventassi un’adulta più responsabile e consapevole del proprio futuro. Indubbiamente, l’aver studiato giapponese in Giappone rappresenta un plus non indifferente da aggiungere al mio CV e sicuramente influirà in modo positivo sulla ricerca di un lavoro.

            È proprio grazie a Torno Subito che hai potuto coltivare la tua passione e i tuoi studi in Giappone, a Tokio. Raccontaci questa magnifica esperienza, inserendo qualche curiosità e aneddoto interessante!

            Se il mio interesse per la lingua giapponese è nato durante i primi anni di liceo, l’amore immenso per il Sol Levante è esploso durante l’ultimo anno della scuola primaria. Da quel momento è stato tutto un crescendo fino al 1° aprile 2019, quando sono partita per Tokyo. Descrivere un’esperienza così travolgente in poche righe è davvero impossibile! Il Giappone mi ha regato, senza dubbio, moltissime esperienze di vita positive: ho stretto amicizie importanti, conosciuto persone di nazionalità diverse e vissuto la città da residente e non con gli occhi di un semplice turista. Proprio per questo motivo ho potuto constatarne anche gli aspetti negativi: una vita frenetica e individualistica e piccoli episodi di razzismo provati anche in prima persona. Nonostante gli aspetti negativi, mi sono innamorata follemente di questa città e continuerò sempre a considerare Tokyo una seconda casa.

            I tuoi tre motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero intraprendere questo percorso con Torno Subito.

            Il primo motivo è economico: come le borse di studio per il diritto allo studio, così Torno Subito offre la possibilità agli studenti meno abbienti di specializzarsi ed entrare nel mondo del lavoro con più competenze. Il secondo motivo interessa il CV: vincere Torno Subito non significa solamente avere la possibilità di specializzarsi ma anche aggiungere al proprio CV un’esperienza che fa guadagnare punti nei colloqui lavorativi. Presentare il progetto ed essere scelti da una commissione mette sicuramente in risalto qualità e lavorative. Il terzo motivo riguarda la sfera personale: Torno Subito dà la possibilità di trascorrere mesi lontano da casa, confrontarsi con realtà diverse dalla propria e mettersi in gioco, imparando e crescendo.

              • Il Progetto

                Tevere Art Gallery. Chi siete e di cosa vi occupate?

                Mi chiamo Thomas Corvaglia, ho 28 anni e sono maestro di pianoforte. La Tevere Art Gallery nasce sette anni fa da un'idea di mio padre, Luciano Corvaglia, noto stampatore e curatore di mostre fotografiche internazionali. La galleria è uno spazio multimediale con una forte vocazione verso la musica classica e la fotografia.

                Tevere Art Gallery è anche l'organizzatore dell’evento “The Darkroom Project #7”, un evento realizzato al Castello di Santa Severa, tra il 28 febbraio e il 1° marzo 2020. Perché questa idea e cosa ha riguardato nel concreto questo interessante appuntamento?

                "The Darkroom Project" è un festival di fotografia B/N con concerti di musica classica. Il festival è la conseguenza logica del nostro percorso: il mio fine è quello di accostare due forme d'arte apparentemente lontane ma che, in realtà, hanno molti punti in comune; il fine di mio padre è di mantenere vivo l'interesse dei giovani per l'arte della stampa ai sali d'argento e, in generale, per la fotografia analogica, minacciata sempre di più dall'avvento del digitale. L'evento era composto da una grande mostra fotografica, performance di camera oscura aperte al pubblico, workshop, letture portfolio, docu-video su grandi fotografi italiani, concerti e performance di musica.

                Un’interessante iniziativa dedicata alla fotografia che avete portato avanti come parte del programma di valorizzazione del centro di posta giovanile al Castello di Santa Severa, nell'ambito del progetto di Itinerario Giovani, finanziato dalla Regione Lazio. Come siete venuti a conoscenza di questa iniziativa e cosa ne pensate?

                Abbiamo saputo dell'iniziativa attraverso il passaparola e devo dire che ci siamo trovati benissimo, grazie anche al supporto e alla professionalità di chi ci ha seguiti.

                I vostri motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero partecipare a progetti come il vostro o magari provare a organizzarne uno loro stessi, nell'ambito dell'iniziativa Itinerario Giovani.

                Il motivo per il quale un ragazzo dovrebbe seguirci? La vera professionalità, frutto di anni di duro lavoro in prima linea. Quello che posso consigliare è di non mettersi a insegnare o a organizzare eventi culturali se non si ha un bagaglio culturale forte nell'ambito che si sta trattando, corredato anche da esperienze lavorative importanti e, possibilmente, svolte in ambito internazionale.

                  • Il Progetto

                    Rappresenti il Consiglio dei Giovani di Valmontone. Raccontaci qualcosa su di voi!

                    Sono Serenella Paparelli, ho 23 anni e da due anni faccio parte del Consiglio dei Giovani di Valmontone. Siamo 15 ragazzi, dai 16 ai 25 anni, con un obiettivo in comune: portare avanti il nome dei giovani a Valmontone. Il primo anno abbiamo realizzato progetti, incontri e feste, riportando “la faccia giovanile” a Valmontone; per quest’anno avevamo in mente diecimila progetti ma, purtroppo, il Covid-19 non è della nostra parte. Nonostante questo, nei periodi bui della pandemia, abbiamo cercato di stare in contatto (virtuale, ovviamente) con tutti, aiutando il nostro paese nell’acquisto di dispositivi di protezione. Speriamo che tutto questo passi in fretta per tornare in campo con i nostri progetti, siamo fiduciosi!

                    I Consigli dei Giovani sono organismi di rappresentanza democratica di tutti i giovani residenti nel territorio di riferimento, con funzioni consultive di natura preventiva e obbligatoria su tutti gli atti amministrativi, varati dal Comune in questione, che riguardano i giovani. Puoi aiutarci a descrivere meglio la sua reale importanza, anche tramite dei progetti o delle battaglie che voi avete portato a avanti o a termine con successo e convinzione?

                    Il Consiglio dei Giovani è come se fosse la voce dei ragazzi nel paese, anche se non sempre l’istituzione comunale dà la parola ai giovani. Noi diciamo che siamo fortunati, in gran parte, perché il Comune ha sempre risposto alle nostre proposte e non ci ha mai chiuso la porta. Ci ha anche interpellato su vari progetti riguardanti i giovani!

                    Grazie al Consiglio dei Giovani so che hai potuto partecipare al primo meeting per la creazione del Parlamento Giovani del Mediterraneo a Marsiglia, in Francia. Raccontaci di questa esperienza, inserendo qualche curiosità e aneddoto interessante.

                    Si, fortunatamente sono stata sorteggiata per andare a Marsiglia. Davvero un’esperienza fantastica, dove ho condiviso con i giovani di altre nazioni l’amore per i giovani: abbiamo lavorato per 3 giorni sugli obiettivi comuni e, nonostante la cultura diversa, abbiamo visto che i giovani del mediterraneo hanno bisogno delle stesse cose. Un particolare simpatico è stato l’ultima sera, quando abbiamo festeggiato la fine del meeting: abbiamo cantato insieme e, nonostante ci fossero ragazzi da Marocco, Francia, Spagna e altri paesi, la musica era uguale per tutti e abbiamo cantato canzoni di ogni nazionalità… è stato davvero un bel momento! Sono nate amicizie e porterò sempre nel mio zaino i loro racconti, le loro difficoltà: c’era una ragazza marocchina che ci ha raccontato che la figura femminile lì conta poco, infatti era sempre “controllata” da un ragazzo della stessa nazionalità. Con alcuni ci siamo rivisti anche a Santa Severa e avevamo in programma altri incontri ma la pandemia ci ha bloccati. Spero di riprendere questo “progetto” quando tutto passerà.

                    I tuoi tre motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero portare avanti, nei propri comuni, il progetto dei Consigli dei Giovani.

                    Secondo me, i tre motivi per cui i giovani dovrebbero portare avanti il Consiglio dei Giovani sono: l’impegno per dar voce ai giovani che, specie in questo momento, sono messi da parte; l’avvicinamento alla “macchina del paese”, conoscendo tutte le difficoltà; e, infine ma non meno importante, per star vicino e aiutare i giovani del paese.

                      • Il Progetto

                        Roberto, raccontaci chi sei e cosa fai. 

                        Mi chiamo Roberto Meschino, ho 37 anni e vivo a Itri (Latina). Ho avuto le mie prime esperienze associative e comunitarie a circa 20 anni, grazie a realtà territoriali quali il Museo del Brigantaggio, l'associazione La Milizia dei Folli e l'APS Esplora, e grazie a piccole collaborazioni con il Comune di Itri nella gestione di eventi e ufficio stampa. Dal 2016 al 2019, sono stato Presidente della Pro Loco di Itri e, attualmente, sono Presidente dell'APS Eduka. Nel frattempo, ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione Pubblica e Organizzativa e, subito dopo, la magistrale in Comunicazione d'Impresa e Marketing all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Dopo un'esperienza di 12 anni presso l'Ente di formazione di Formia Literalia Formazione srl, attualmente sono libero professionista nel campo della progettazione sociale, educativa e rivolta alle imprese, formatore in materie quali il marketing, la sicurezza sul lavoro, la digitalizzazione delle imprese e il project management, e socio di Smart For Work Srls, start-up nata nel 2020 per la gestione delle attività riguardanti il coworking e come supporto commerciale del portale MetroZero.

                        “MetroZero”, una vetrina virtuale di prodotti nostrani. Un portale e-commerce ricco e diverso da tutti gli altri. Come e da dove nasce questa idea?

                        Nasce dalla fucina di idee e collaborazioni innestate nel coworking Smart For Work a Itri, nato nel 2015 e gestito dall'APS Eduka, e dall'esperienza precedente di alcuni soci avuta con la partecipazione al precedente Bando delle Idee con il progetto di coworking LINK, presentato dall'APS Esplora di Itri. Con Smart For Work volevamo sdoganare il concetto di lavoro: grazie alle nuove tendenze dello smart working, MetroZero vuole permettere alle diverse realtà, imprese, artigiani e produttori di godere di una propria visibilità online, tramite un portale e-commerce e il supporto dei social media.   

                        Il progetto è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e dalla Regione Lazio, con il Bando delle Idee del 2016. Come siete venuti a conoscenza di questo bando e quanto è stato importante per voi nella realizzazione di questo marketplace dei prodotti del basso Lazio?

                        La primissima volta ho partecipato a Latina a un seminario di presentazione, mi sembra presso lo sportello imprese regionale. Io, in quel momento, ero già attivo a Itri nell'associazionismo e Membro del Direttivo dell'APS Esplora. Partecipammo al bando e vincemmo, incredibilmente, con l'idea del coworking LINK. L'anno dopo, però, per divergenze interne a Esplora, io e il mio amico Giorgio Sinapi fondammo Eduka, con l'idea di rivolgerci in primis alle attività di educazione non formale e informale tramite progetti sul programma Erasmus+. Mi sembra che fosse il secondo bando delle idee nel 2016 quando Eduka partecipa con il progetto MetroZero (e nel frattempo abbiamo aperto con le nostre forze Smart For Work!), e siamo arrivati incredibilmente PRIMI!!! Una soddisfazione grandissima!

                        Non solo prodotti alimentari, ma anche artigianato ed esperienze. Raccontaci qualcosa di più. 

                        L'idea iniziale era quella di partire dai prodotti a km0 fatti a Itri e dintorni: da lì nasce MetroZero, come supporto in termini di marketing e posizionamento web di prodotti tipici del Lazio, e il  marketplace. Poi, prendendo spunto dalla mia esperienza nella Pro Loco, abbiamo aggiunto l'artigianato tipico e la possibilità di creare e pubblicizzare pacchetti vacanza e visite sul nostro territorio. Il progetto, anche a causa delle sinergie venute meno col Covid 19, è rimasto in una fase di start-up e non ha mai implementato una fase di logistica e vendita. Nel 2020, con la creazione di Smart For Work Srls, si è deciso di dare un nuovo impulso “post Covid” al progetto.

                          • Il Progetto

                            Appassionata d’arte e organizzatrice di eventi culturali. Novella, dicci chi sei e raccontaci qualcosa di te!

                            Sono Novella, ho 27 anni e sono nata a Viterbo. Dopo la laurea triennale in studi storico-artistici all’Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e un Erasmus alla Sorbona, ho deciso di proseguire i miei studi a Parigi con una laurea magistrale all’Ecole du Louvre. Tra difficoltà, successi, esperienze uniche e splendide amicizie, mi sono innamorata della Francia… e poi anche di un francese! Ecco perché al termine della seconda fase del progetto Torno Subito, svolta a Roma, ho deciso di tornare a Bordeaux, in Francia, dove vivo attualmente con il mio compagno per proseguire la mia formazione con un dottorato in storia dell’arte.

                            Torno Subito è il programma di interventi che finanzia progetti presentati da giovani universitari, laureati, diplomati, ideato dall’Assessorato alla Formazione, Ricerca, Scuola, Università della Regione Lazio, con il fine di promuovere un piano di sviluppo di percorsi di formazione e di sperimentazione di esperienze in ambito lavorativo. Questo progetto, che si sviluppa in due fasi, la prima fuori dalla regione (in Italia o in uno qualsiasi dei Paesi del Mondo) e la seconda da svolgere nel nostro territorio, in cosa ti ha arricchito e quanto è stato importante per la tua crescita personale e magari anche professionale?

                            L’esperienza con Torno Subito non direi che è stata importante… è stata fondamentale! Studio Raffaello da tre anni, è stato il protagonista della mia tesi magistrale e, anche grazie al Torno Subito, lo sarà pure della tesi di dottorato. Grazie a questa iniziativa promossa dalla Regione Lazio ho avuto l’opportunità di lavorare in due prestigiose istituzioni impegnate entrambe nella realizzazione di mostre celebranti Raffaello Sanzio a 500 anni dalla sua morte. A livello professionale, ho imparato tantissimo ed è stato interessante analizzare il modo in cui Francia e Italia hanno deciso di omaggiare lo stesso artista. Si tratta naturalmente di istituzioni molto lontane tra loro: da un lato il castello di Chantilly, vicino Parigi, una piccola realtà museale con la seconda collezione di dipinti più importante di Francia, dopo il Louvre; dall’altro lato, le Scuderie del Quirinale, uno dei maggiori spazi espositivi d’Italia. È stato estremamente stimolante e formativo confrontarmi con due progetti espositivi quasi opposti e, di conseguenza, con un’impostazione e un’organizzazione del lavoro molto differenti.

                            Con Torno Subito hai avuto la possibilità di effettuare prima un’esperienza all’estero, per la precisione a Parigi, in Francia; per poi rientrare a Roma, in un luogo storicamente e culturalmente importante per la Città Eterna, le Scuderie del Quirinale. Raccontaci di queste esperienze, inserendo qualche curiosità e aneddoto interessante.

                            Sono state due esperienze preziosissime ma completamente diverse. A Chantilly, ho contribuito personalmente alla realizzazione della mostra. Il curatore ha mostrato fin dall’inizio grande fiducia in me affidandomi compiti molto importanti: la selezione delle opere da esporre, l’ideazione della scenografia e la redazione di una parte del catalogo. Il tutto sempre sotto la sua supervisione, ma questa “libertà” mi ha permesso di calarmi completamente nella parte del curatore museale e, in soli quattro mesi, di crescere tantissimo professionalmente… è stata una vera iniezione di autostima! A Roma, complice anche il fatto che si trattava di una mostra grandiosa, con prestiti eccezionali, non ho ritrovato la stessa possibilità di contribuire attivamente. Ad ogni modo, è stato interessante e formativo poiché erano missioni per me completamente nuove: occuparmi della progettazione del ciclo di incontri e conferenze organizzato a supporto della mostra e gestire i contatti con specialisti e studiosi internazionali. Ahimè, entrambe le mostre hanno risentito della pandemia da COVID-19, chiudendo le porte per oltre tre mesi. Ma hanno saputo reagire organizzando tour virtuali e approfondimenti online.

                            I tuoi tre motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero intraprendere questo percorso con Torno Subito.

                            Effettuare un’esperienza all’estero, o comunque lontani da casa, svolgendo un progetto delineato da noi stessi, quindi inerente al nostro campo di studio, e supportati da un finanziamento, aspetto non trascurabile per chi, come me, ha lavorato in una città particolarmente costosa, è un’occasione preziosa, da non perdere.

                            Inoltre, esperienze del genere sono fondamentali per aiutarci a capire cosa desideriamo concretamente fare nel nostro futuro. Solo sperimentando, viaggiando e mettendoci in gioco possiamo renderci conto del percorso che fa per noi.

                            Infine, è una sfida. Lanciarsi verso nuove avventure aiuta a conoscersi meglio, a spingere un po’ più lontano i nostri limiti e a ricredersi sulle proprie capacità professionali, ma soprattutto personali.

                              • Il Progetto

                                Giochi di Strada. Un tuffo nel passato, per riscoprire i giochi di strada, quelli di una volta come l’hula hop, la fionda, la campana, il salto della corda e tanti altri ancora. Manuel, raccontaci chi sei e da dove nasce questa bellissima idea.

                                Mi chiamo Manuel Onorati, sono un giovane docente universitario, lavoratore in un’azienda familiare che ha fondato il CUS dell’Università di Roma “Tor Vergata” circa cinque anni fa e mi piace definirmi un sognatore pragmatico! L’evento che ho coordinato è Giochi di Strada, un percorso straordinario tra esperienze sostenibili e momenti di interazione con il proprio nucleo familiare, nell’assoluto divertimento! Il progetto aveva il preciso scopo di recuperare e mantenere i valori della nostra società, come ad esempio il gioco, inteso come collante tra le generazioni, il riuso del materiale abbandonato, il movimento sportivo per il benessere psico-fisico individuale e collettivo, infondendo una nuova idea di turismo sostenibile e lasciando un’esperienza al territorio di appartenenza. E sapete la cosa più bella? il progetto è assolutamente replicabile ovunque!

                                Un evento avvenuto all'interno del suggestivo cortile del Palazzo Doria Pamphili di San Martino al Cimino, reso possibile grazie all'impegno degli operatori del CUS che hanno fatto divertire grandi e piccoli. Quanto è stato importante il loro impegno e come, nello specifico, siete riusciti a intrattenere più di cento famiglie provenienti da tutti i territori del Lazio?

                                Esattamente più di 200 famiglie hanno partecipato alla manifestazione! Numeri importantissimi se pensiamo che è stata la prima iniziativa dopo mesi di lockdown. Per garantire la sicurezza di tutti, abbiamo messo in piedi un programma di riduzione del rischio veramente complesso, attraverso format di prenotazione online e gestione degli ingressi. Con questa strategia siamo riusciti a non creare mai assembramenti. Gli operatori del CUS, senza i quali era impossibile raggiungere i risultati ottenuti, hanno contribuito con entusiasmo e professionalità al successo finale dell’iniziativa, constatato proprio dai tanti sorrisi e dalle parole rilasciate alle interviste dalle famiglie al termine del loro “viaggio”. Sì, proprio un vero viaggio per le famiglie, che dovevano “spogliarsi” dei loro abiti e vestirsi tutti insieme con la maglia dei giochi per conquistare, a suon di scoccate e salti, l’ambita medaglia! Ancora oggi le famiglie che hanno partecipato ci scrivono per aspettare una nuova edizione…

                                Un’interessante iniziativa ludico-educativa che avete portato avanti con il sostegno della Regione Lazio, nel progetto Itinerario Giovani. Come siete venuti a conoscenza di questo progetto? Pensate potrà essere ripetuto con lo stesso entusiasmo e successo?

                                L’obiettivo dell’iniziativa è proprio quello di lasciare nel territorio laziale una ricorrenza che non sia solo una mera attività sportiva, il cosiddetto “aiuto a pioggia”, ma una vera progettualità che possa resistere nel tempo per rafforzare nel suo insieme l’intero quadrante tra popolazione, esercizi commerciali del territorio e valorizzazione della cultura territoriale. L’attività ludica è stato il collante per far conoscere il territorio alla popolazione che ci abita, attraverso lo sport. La finalità è di sottoporre all’attenzione tematiche di sostenibilità, come sottoscritto dall’Agenda 2030 sposata dall’Alleanza dello Sviluppo Sostenibile.

                                Siamo venuti a conoscenza del progetto tramite la piattaforma preposta della Regione Lazio. L’innovazione culturale sta proprio nell’incontro tra le nuove generazioni e l’esperienza maturata e il progetto Itinerario Giovani rappresenta pienamente il connubio.

                                Ringrazio l’enorme sostegno da parte di LazioCrea SpA e Regione Lazio, uffici e rappresentanti, che hanno non solo monitorato l’intera iniziativa, ma si sono resi disponibili in ogni momento alle nostre richieste e bisogni. Credo che questo risultato possa rappresentare un vero punto di crescita sociale condiviso tra la Pubblica Amministrazione e gli Enti Privati, ancora complimenti!

                                Tre motivi per i quali dei ragazzi, secondo te, dovrebbero essere invogliati a partecipare ad attività, nell’ambito dell’iniziativa Itinerario Giovani, come la vostra?

                                Oggi, più che mai, il sistema Paese richiede sempre più capacità a noi giovani per poter emergere, e proprio queste esperienze ci danno l'opportunità di poter fare la differenza, poter esprimere le nostre competenze. Siamo solo noi a poter decidere se trasformare i problemi in opportunità. Può quindi Itinerario Giovani risolvere i nostri problemi? Assolutamente no, siamo noi che, attraverso Itinerario Giovani o ad attività similari, concesse dalla lungimiranza della Pubblica Amministrazione, decidiamo di cogliere il seme, valorizzarlo con le nostre idee, strutturarlo con le competenze, annaffiarlo con determinate metodologie e, solo alla fine, vedere la bellezza dello straordinario frutto. E se il frutto non sarà soddisfacente come quello atteso, non dobbiamo demordere: è proprio il processo per raggiungere l'obiettivo del frutto che ha generato il nostro percorso di crescita, e quindi di know how. A tutti i miei coetanei dico: passione, impegno, formazione. Vi lascio un video: https://youtu.be/E57lKwMWtI0

                                  • Il Progetto

                                    Le Chat Noir. Chi siete e di cosa vi occupate?

                                    La nostra Associazione nasce alcuni anni fa con l’intento di ampliare l’offerta teatrale e cinematografica, grazie alla creazione di prodotti contraddistinti da un alto valore culturale e, al tempo stesso, da un aspetto fortemente “pop” e indirizzato ai giovani.

                                    Nel corso degli anni, infatti, Le Chat Noir ha prodotto numerose iniziative di successo, come lo spettacolo “Ctrl z - Indietro di una mossa”, scritto e diretto da Annabella Calabrese e Daniele Esposito, una commedia ispirata ai fantasy anni ‘80, vincitrice del premio “Teatro de’ Servi” al Roma Comic Off 2019; o il format “Shakespeare in wine” nato con l’intento di riavvicinare il grande pubblico ai classici shakespeariani attraverso la creazione di un ambiente conviviale molto simile a quello che contraddistingueva il Teatro Elisabettiano.

                                    Molto importante per l’Associazione è anche la formazione di giovani e bambini, esplicitata da numerosi progetti dedicati alle fiabe di tradizione italiana (“Le fiabe del Castello”, “Resto a casa con le fiabe”, “Il giardino delle Fiabe”, etc.) nei quali convivono ispirazioni tratte dalla tradizione e un aspetto comico e irriverente prettamente contemporaneo.

                                    Le Chat Noir, infine, è molto attiva anche nella creazione di prodotti audiovisivi come il pluripremiato “Giorni di Precaria Follia” (corto diretto da Daniele Esposito che affronta in modo dissacrante il tema del precariato), “La promessa” (un cortometraggio che tratta il difficile tema etico dell’eutanasia) e i corti di recente realizzazione “A distanza” (diretto da Annabella Calabrese) e “21 Giugno” (diretto da Daniele Esposito), che sono stati realizzati nell’ambito della Masterclass per attori “Shooting in the Castle” e trattano in modo molto diverso il tema “Covid19”.

                                    Dal 22 al 27 giugno avete dato vita, in collaborazione con la Regione Lazio e il Comune di Santa Marinella, al progetto "Shooting in the Castle", con la creazione di due cortometraggi realizzati interamente all'interno degli spazi del suggestivo maniero. Come e da dove nasce questa idea?

                                    L’idea nasce dall’esigenza di formare gli attori in modo completo, facendo loro vivere in prima persona tutte le fasi riguardanti la creazione audiovisiva, dalla pre alla post produzione. Quando i giovani attori si avvicinano al mondo cinematografico, infatti, spesso sono spaesati e non riescono a comprendere appieno i difficili meccanismi che regolano un‘industria così vasta e complessa. Con “Shooting in the castle” abbiamo voluto far cambiar loro il punto di vista, facendo esperienza in campi come la sceneggiatura, il suono, la fotografia e il montaggio e assistendo a tutte le fasi di creazione riguardanti due progetti audiovisivi dei quali sono stati poi anche protagonisti.

                                    Questo tipo di esperienza pratica, che si è dimostrata per gli allievi estremamente utile e formativa, è stata elaborata partendo da esperienze vissute da noi in prima persona: per Annabella Calabrese, principalmente in relazione al suo essere attrice e regista e ai benefici che lei stessa ha tratto in passato da questa natura duplice; per Daniele Esposito, il suo apporto all’idea è nato dalla necessità di fornire strumenti pratici agli attori sui set, laddove nel corso della sua carriera di regista ha incontrato spesso lacune e smarrimento dettati da una scarsa conoscenza del settore da parte degli interpreti.

                                    Il risultato finale è stato decisamente soddisfacente, andando anche ben oltre le nostre aspettative.

                                    Grazie all'iniziativa Itinerario Giovani, dodici giovani attori under 30 hanno avuto la possibilità di affinare le loro conoscenze sul Cinema, dalla sceneggiatura al montaggio, realizzando interamente due prodotti audiovisivi all'interno dei favolosi ambienti del "castello baciato dal mare". 

                                    Come ne siete venuti a conoscenza e come avete sviluppato insieme questo evento, nonostante le difficoltà del post lookdown?

                                    Siamo venuti a conoscenza del bando grazie alla mailing list della Regione Lazio. Abbiamo partecipato con entusiasmo con il nostro progetto, credendoci fortemente e con nostro estremo piacere abbiamo scoperto di essere tra i progetti selezionati.

                                    Riuscire a realizzare questo progetto nel periodo post lockdown è stato decisamente arduo e complesso ma, fortunatamente, abbiamo potuto contare sull’aiuto del personale della Regione Lazio e di LazioCrea, sempre attento e disponibile, e su una sorta di “ambiente protetto” come è stato per noi l’ostello del Castello di Santa Severa e il Castello stesso.

                                    Per noi è stato molto importante, inoltre, come Associazione, l’assoluto rispetto delle normative vigenti per il contenimento del Covid19, che ci ha permesso di realizzare entrambi i prodotti audiovisivi in totale sicurezza. Per riuscire a garantire il distanziamento, abbiamo dovuto fare “di necessità virtù” ideando e girando cortometraggi nei quali gli attori non potevano toccarsi né avvicinarsi. Questo, in realtà, ci è servito anche come interessante spunto creativo, realizzando due cortometraggi che parlano della difficile tematica del Covid19 ma in modo completamente diverso, uno dall’altro.

                                    I vostri motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero partecipare a progetti come il vostro o magari provare a organizzarne uno loro stessi, nell'ambito dell'iniziativa Itinerario Giovani.

                                    In tutti i progetti che abbiamo realizzato nell’ambito di “Itinerario giovani” i partecipanti si sono rivelati decisamente entusiasti. Per loro questa esperienza ha avuto grande valore formativo, soprattutto in un difficile periodo come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria.

                                    La nostra Associazione crede molto nei giovani e nella loro creatività per migliorare la società in cui viviamo grazie al loro importante contributo. Per questo è importante per loro partecipare a progetti che ne stimolino la creatività e la resilienza in relazione all’attuale periodo storico.

                                    I giovani di oggi sono i protagonisti del futuro di domani, ed è importante lavorare su quel futuro sin da ora.

                                      • Il Progetto

                                        Le Chat Noir. Chi siete e di cosa vi occupate?

                                        La nostra Associazione nasce alcuni anni fa con l’intento di ampliare l’offerta teatrale e cinematografica, grazie alla creazione di prodotti contraddistinti da un alto valore culturale e, al tempo stesso, da un aspetto fortemente “pop” e indirizzato ai giovani.

                                        Nel corso degli anni, infatti, Le Chat Noir ha prodotto numerose iniziative di successo, come lo spettacolo “Ctrl z - Indietro di una mossa”, scritto e diretto da Annabella Calabrese e Daniele Esposito, una commedia ispirata ai fantasy anni ‘80, vincitrice del premio “Teatro de’ Servi” al Roma Comic Off 2019; o il format “Shakespeare in wine” nato con l’intento di riavvicinare il grande pubblico ai classici shakespeariani attraverso la creazione di un ambiente conviviale molto simile a quello che contraddistingueva il Teatro Elisabettiano.

                                        Molto importante per l’Associazione è anche la formazione di giovani e bambini, esplicitata da numerosi progetti dedicati alle fiabe di tradizione italiana (“Le fiabe del Castello”, “Resto a casa con le fiabe”, “Il giardino delle Fiabe”, etc.) nei quali convivono ispirazioni tratte dalla tradizione e un aspetto comico e irriverente prettamente contemporaneo.

                                        Le Chat Noir, infine, è molto attiva anche nella creazione di prodotti audiovisivi come il pluripremiato “Giorni di Precaria Follia” (corto diretto da Daniele Esposito che affronta in modo dissacrante il tema del precariato), “La promessa” (un cortometraggio che tratta il difficile tema etico dell’eutanasia) e i corti di recente realizzazione “A distanza” (diretto da Annabella Calabrese) e “21 Giugno” (diretto da Daniele Esposito), che sono stati realizzati nell’ambito della Masterclass per attori “Shooting in the Castle” e trattano in modo molto diverso il tema “Covid19”.

                                        Il 29 febbraio avete dato vita, in collaborazione con la Regione Lazio, al progetto evento “Shakespeare in Wine” con la messa in scena di uno spettacolo-evento con percorso enogastronomico dei prodotti tipici del territorio del Lazio, negli spazi del suggestivo cantinone del Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino (VT). Come e da dove nasce questa idea?

                                        L’dea di “Shakespeare in wine” nasce nel 2010 da Annabella Calabrese, con l’intento di riavvicinare il grande pubblico all’opera Shakespeariana grazie al connubio tra il momento della cena e/o dell’aperitivo e la rappresentazione di tratti salienti di scene tratte da opere Shakespeariane.

                                        Il progetto è attivo da dieci anni, per questo, apprendendo del bando Itinerario Giovani e della disponibilità degli spazi dello splendido Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino (Viterbo), abbiamo colto l’occasione di far approdare il nostro format in questo splendido spazio.

                                        La tipicità enogastronomica della Tuscia, inoltre, ha permesso di ideare una degustazione dei prodotti tipici della zona accompagnata dalla messa in scena in costume medievale di tre opere Shakespeariane, in seguito a una prima fase di improvvisazione degli attori tra il pubblico.

                                        Essendo stato realizzato l’evento prima dell’emergenza epidemiologica, l’affluenza e la soddisfazione da parte dei partecipanti è arrivata ben oltre le nostre aspettative, con sentiti complimenti per l’iniziativa anche da parte di giornalisti locali a Le Chat Noir e alla Regione Lazio.

                                        Grazie all'iniziativa Itinerario Giovani, giovani spettatori hanno avuto la possibilità di partecipare gratuitamente allo spettacolo “Shakespeare in wine - L’amore tra furor e sospiri” nel suggestivo palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino (VT). Come ne siete venuti a conoscenza?

                                        Siamo venuti a conoscenza del bando grazie alla mailing list della Regione Lazio. Abbiamo partecipato con entusiasmo con il nostro progetto, credendoci fortemente e con nostro estremo piacere abbiamo scoperto di essere tra i progetti selezionati.

                                        Avendo realizzato il progetto poco prima dell’emergenza sanitaria, l’esperienza ha assunto nei ricordi di partecipanti e pubblico qualcosa di decisamente “magico”, grazie anche al grande successo dell’iniziativa.

                                        I vostri motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero partecipare a progetti come il vostro o magari provare a organizzarne uno loro stessi, nell'ambito dell'iniziativa Itinerario Giovani.

                                        In tutti i progetti che abbiamo realizzato nell’ambito di “Itinerario giovani” i partecipanti si sono rivelati decisamente entusiasti. Per loro questa esperienza ha avuto grande valore formativo, soprattutto in un difficile periodo come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria.

                                        La nostra Associazione crede molto nei giovani e nella loro creatività per migliorare la società in cui viviamo grazie al loro importante contributo. Per questo è importante per loro partecipare a progetti che ne stimolino la creatività e la resilienza in relazione all’attuale periodo storico.

                                        I giovani di oggi sono i protagonisti del futuro di domani, ed è importante lavorare su quel futuro sin da ora.