• Il Progetto

      Chi siete e di cosa vi occupate? SABOTAGGIO TEATRO nasce nel 2018. L’intento del collettivo è stato fin da subito  quello di trovare una forma per abitare la scena contemporanea attraverso i nostri corpi che si trovano a nascere - crescere e vivere all’interno di una società che sembra sempre più non riuscire a tenere il passo,  confrontarsi con temi, conflitti e ferite dell’attualità. Sabotaggio Teatro nasce quindi come luogo di creazione che lascia le porte aperte alla libertà del divenire e all’essere altro \ oltre\  dai confini del corpo. La parola Sabotaggio di cui ci siamo riappropriati, venne usata per la prima volta nel in Francia quando gli operai usarono i loro zoccoli di legno - in francese sabots, da cui il sostantivo sabotage - per bloccare l’apparato industriale in segno di protesta, contro le condizioni inique di lavoro. A distanza di un secolo sentiamo forte l’esigenza di rompere alcuni meccanismi, di uscire da schemi precostituiti ed è questo che ci porta a rivendicare nuovamente l’importanza del sabotaggio. È così che nasce la nostra compagnia: Sabotaggio Teatro e il progetto di residenza Artistica Be/ sabotage Be revolution. Raccontateci il progetto BE/ Sabotage - BE/ Revolution, di cosa si tratta BE/ Sabotage - BE/ Revolution è un progetto ideato e promosso da Sabotaggio Teatro, realizzato nell’ambito di VitaminaG, programma GenerAzioniGiovani.it finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio con il sostegno del Dipartimento per la Gioventù. BE/Sabotage - BE/ Revolution è un progetto di residenza artistica nel cuore della Sabina, uno spazio in cui volevamo accogliere esigenze e corpi dell3 artist3 del contemporaneo con la missione di creare nuovi modelli, maggiormente sostenibili, che mettessero al centro comunità e individui, in relazione con lo spazio, il presente e il territorio circostante. Un luogo come quello del Casale Le Pietre ci ha consentito di dilatare i tempi della creazione, dare spazio allo sviluppo del pensiero, di creare un humus fertile per l’ideazione senza la pressione sociale e urbana, al di fuori delle logiche economiche e spaziali, in un contesto immerso nel verde che recupera il senso di quiete e di cura, due concetti essenziali per noi. In fondo è nella quiete che si generano le tempeste più spettacolari. E in quel giardino abbiamo dato ascolto e possibilità di espressione alla potenza delle suggestioni artistiche di giovani under35 che hanno non solo portato avanti in modo fecondo le loro ricerche, ma hanno anche contribuito alla manutenzione, alla concreta cura e attenzione, nei confronti del luogo che ci accoglieva. Un modo per tornare in contatto con la materia, con il mondo naturale che ci circonda e farne tesoro. Vitamina G è un avviso pubblico delle Politiche Giovanili della Regione Lazio rivolto alle ragazze e ai ragazzi under35 che vogliono realizzare progetti di innovazione culturale, sociale e tecnologica favorendo lo spirito di iniziativa e lo sviluppo di attività creative, artistiche, culturali, sportive, di ricerca e di studio, del tempo libero, della vita associativa, di aggregazione e di solidarietà. Come nasce la vostra idea e qual è l’obiettivo che intendete raggiungere? Ci piacerebbe solidificare un percorso di residenze, creare un centro ospitante dalla forte identità, radicato nel territorio e al tempo stesso aperto al nuovo, all’altro. Un luogo dove la contaminazione sia essenziale per unire soggettività e creare nuove prospettive. Dal momento che BE/ Sabotage - BE/ Revolution nasce per sostenere opere di performing arts di formazioni under 35 sul territorio nazionale e che mira a reagire all’isolamento culturale offrendo uno spazio di scambio, ricerca e produzione, ci piacerebbe poter diventare un punto di riferimento sul territorio, certo, ma anche a livello nazionale e di scambio con altri paesi. Come siete venuti a conoscenza dell’avviso pubblico di Vitamina e come ha contribuito alla vostra crescita come associazione? Siamo venuti a conoscenza dell'avviso da post Facebook, e anche da amici, c'è stato un grande passaparola e un gran fermento intorno a questo bando. La vittoria di  Vitamina G  è stata la spinta per creare ufficialmente la nostra associazione SABOTAGGIO TEATRO, che fino all’anno scorso era una giovane compagnia di teatro non formalmente costituita. Questo ci ha permesso di associare i nostri collaboratori e di creare un gruppo di lavoro solido. La nostra ambizione è quella di strutturare e far crescere questo gruppo, facendo in modo che ognuno di noi si specializzi in un ruolo, e ci sia una professionalizzazione continua che possa supportare l’ascesa e l’espansione di BE/ Sabotage - BE/ Revolution. Come sono stati selezionati i progetti di BE/ Sabotage - BE/ Revolution? In questa prima edizione abbiamo indetto una call e sono arrivate 60 candidature, un successo che non ci aspettavamo essendo la prima esperienza. Abbiamo quindi selezionato, in sinergia con i nostri partner, due progetti e li abbiamo ospitati in residenza nel mese di luglio, con la possibilità di lavorare a stretto contatto con lo spazio che circonda il casale che ci ospita. “Ri|Creazioni studio per un tragico avvenire” ed “Esplorazione del limite” sono le due proposte vincitrici di quest'anno, progetti di due giovani artiste che hanno incluso nella loro ricerca il tema del futuro e del rapporto con l’ambiente. Un terzo progetto Fase1, una pratica che indaga il senso della cura, è stato incluso in una forma breve di residenza come terza occasione di incontro e sviluppo di un percorso con giovani artisti e poi presentato al pubblico il 4 settembre insieme agli altri due lavori. Tutti e 3 i progetti parlavano di tematiche molto coerenti con le nostre sensibilità e con il luogo dove ha sede il progetto, tutti e 3 accomunati da propositi per il futuro, 3 spinte vitali, molto diverse, ma molto simili nel mettere al centro i nostri corpi e riappropriarci degli spazi che abitiamo. Qual è stata la fase finale del vostro progetto? E come sperate si sviluppi in futuro? Dopo il periodo di residenza, in cui i progetti hanno avuto modo di svilupparsi, trasformarsi, entrare in comunione con il luogo e con la nostra direzione artistica, il 4 settembre 2022 ne abbiamo presentato gli esiti, in una giornata conclusiva che si è svolta sempre nello stesso luogo, il Casale Le Pietre, davanti a un pubblico di operatori di settore, partner di progetto, direttori di festival, responsabili dello spazio. In quella circostanza abbiamo gettato le basi per far conoscere il progetto BE/ Sabotage - BE/ Revolution e presentare quello che speriamo possa diventare, appunto, un centro di residenze artistiche nel Lazio, un nodo di una rete di associazioni, centri, realtà affini nella coltivazione di talenti e ricerca di nuovi orizzonti. I vostri tre motivi per i quali ragazze e ai ragazzi under35 dovrebbero partecipare a Vitamina G? Sentire di avere il sostegno in un progetto, in un sogno che si coltiva magari da tempo, è qualcosa che riesce a dare una spinta molto forte. VitaminaG per noi ha reso reale non solo in termini economici ma anche progettuali, quello che sembrava solo una scintilla. Con questo bando, unendo idee e budget, mettendo a frutto intenzioni e confrontandoci con i responsabili di VitaminaG abbiamo finalmente acceso una miccia che speriamo possa continuare ad alimentarsi. Perchè i giovani ragazzi dovrebbero partecipare a progetti come il vostro? Anche noi vorremmo poter partecipare al nostro progetto! Ahah, al di là delle battute c’è una verità in questa frase. BE/ Sabotage - BE/ Revolution è nato anche perché abbiamo vissuto (e viviamo) sulla nostra pelle la difficoltà di trovare gli spazi, i tempi, i modi per sprigionare la creatività. Un contesto sfidante come quello culturale italiano, in balìa spesso di logiche economiche e di ristrettezze, difficilmente diventa terreno aperto e fecondo per la produzione artistica libera. Questo ci piacerebbe essere, un luogo dove sentire che la produzione di sogni e visioni è possibile e questo ci piacerebbe offrire ai giovani che si avvicinano a noi. Ci sarà una seconda edizione di BE/ Sabotage - BE/ Revolution ? Noi lo speriamo e ci stiamo già muovendo per immaginare e organizzare la prossima edizione. Questo 4 settembre per noi era un banco di prova, un anno zero. Abbiamo già nuovi partner che si sono aggiunti per il prossimo anno e ci auguriamo di ripagare la scommessa e l’investimento. Dal canto nostro l’intenzione è quella di spostare un po’ più in là l’orizzonte, per noi, per chi ci sostiene e per chi partecipa al progetto. Ci piacerebbe che la seconda edizione di BE/ Sabotage - BE/ Revolution  oltre alle residenze, diventasse un piccolo festival in cui mostrare non solo i lavori delle compagnie ospitate, ma anche creare momenti di incontro e confronto tra addetti ai lavori e pubblico, oltre a performance artistiche, spazi ricreativi e assaggi di cultura del territorio.  Sabotaggio Teatro Luglio 2022 >> [gallery link="file" ids="4871,4872,4873,4874,4875,4876,4877,4878,4879,4880,4881,4882,4883,4884,4885,4886,4887,4889,4890,4891,4892,4893,4894,4895"]
        • Il Progetto

          Filippo Nimbi e Federico Massariello, rappresentanti di Rumore, associazione giovanile che ha ideato il progetto City Adventure, ci presentano la loro iniziativa, vincitrice del bando Vitamina G e oggi diventata realtà. Siamo riusciti a lanciare ufficialmente la nostra App grazie ai fondi di Vitamina G - racconta Filippo Nimbi - City Adventure è una caccia al tesoro virtuale. Può essere fatta con qualsiasi smartphone, qualsiasi device, in qualsiasi momento. Ci può portare a conoscere alcuni dei percorsi meno battuti di Roma. Si parte con un primo tour, nel Rione Monti (gli altri due sono ambientati, rispettivamente, nei Rioni Parione, Ponte, Regola, Ghetto e nei Rioni Campo Marzio, Sant’Eustachio, Colonna e Pigna). Ma, come precisa ancora Filippo, City Adventure è un gioco virtuale, da fare in solitaria o insieme a un gruppo di amici. Ci fa scoprire aspetti della storia, della cultura, del folklore di Roma ma anche per visitare le botteghe artigiane che spesso rimangono nascoste e che caratterizzano la vita di questi rioni. Una nuova realtà in campo digitale, in grado di coinvolgere amore per il territorio, storia, turismo, cultura e gamification. Vitamina G è indirizzata a ragazzi giovani come noi e permette di trasformare un'idea, anche la più semplice, in qualcosa di concreto. City Adventure è un'App gratuita. Invitiamo tutti a scaricarla dagli store e provare, sperimentare e divertirsi con noi. Ne parla anche Federico Massariello, raccontando di come il progetto Vitamina G abbia aiutato l'associazione Rumore a rendere concreta un'idea in grado di regalare ai visitatori un'esperienza unica e immersiva. È sicuramente un'opportunità per tante persone che magari hanno voglia di mandare avanti progetti come il nostro e che non hanno quei fondi necessari per partire con una Start-Up, ovvero la parte più economicamente importante. Rappresenta un'ottima iniziativa da parte di Regione Lazio. Per noi è stato l'unico modo per mandare avanti il nostro progetto. L'App è disponibile su http://www.cityadventure.it/giocare-caccia-al-tesoro-app/ 
            • Il Progetto

              Giuliana Benassi ed Eleonora Cerri Pecorella, rispettivamente curatrice di Post Turismo e presidente dell’associazione Post Ex, presentano il loro progetto, vincitore del bando Vitamina G. L’idea alla base è quella di cercare un modo per creare e vivere un mondo “post-turistico”, soprattutto in seguito ad un evento traumatico come la crisi pandemica. Il progetto Post-Turismo – racconta Giuliana Benassi – è un progetto dell'associazione Post Ex, realizzato grazie al bando Vitamina G e alla Regione Lazio. Esso è stato frutto di un’idea e poi di un’elaborazione avvenuta appunto insieme agli artisti di Post Ex. E quello che è venuto fuori è stato un ciclo di tre mostre. Luogo d’incontro tra arte e turismo sono diventati i B&B della capitale, trasformati per l’occasione in spazi espositivi e gallerie d’arte. All'interno di tre Bed and Breakfast, gli artisti, chiamati di volta in volta poiché capaci di interpretare gli spazi di questi locali, hanno affrontato nei vari luoghi tematiche che sono molto legate al momento storico che stiamo vivendo, appunto quello della pandemia. Eleonora Cerri Pecorella ci racconta cosa c’è alla base di questo progetto, ideato durante il primo lockdown del 2020, quando il centro storico di Roma si è trovato ad essere totalmente disabitato per via dell’assenza di turismo italiano e internazionale. In ogni mostra è stato invitato un gruppo di artisti, sia italiani che stranieri. C'è stata un'attenzione ad invitare in ogni mostra anche persone provenienti da altri paesi, collegandole a questo concetto di turismo, insieme all'arte secondo tema portante del progetto. Le attività di Pro Ex mirano ad espandersi, per raccontare l’arte e proporre la propria idea di “post-turismo” anche in visione di nuovi scenari futuri. Arte e turismo sono due concetti da rivivere a Roma, dopo la Pandemia. Prevediamo, insieme all'associazione, di creare sempre più occasioni di scambio e momenti di incontro tra giovani e artisti. A Roma ma con uno sguardo anche verso l'esterno.
                • Il Progetto

                  Lucia Scaldarella ci presenta ‘Laboratori dal Basso’, uno dei progetti vincitori del bando Vitamina G, parte del programma GenerAzioniGiovani.it e finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Gioventù. Ciao a tutti, sono Lucia Scaldarella, rappresentante legale dell'associazione Invasione di campo - Spazio ai diritti. La nostra associazione, grazie al bando Vitamina G è riuscita a realizzare il progetto ‘Laboratori dal Basso’. L’intero programma è rivolto alle nuove generazioni. Esso è incentrato sull’importanza delle arti analogiche, nonché sulla cura dei dettagli e della particolarità di ogni singolo elemento, con una proposta che mette insieme artigianalità, arti e mestieri che vengono messi completamente a disposizione dei giovani. Si tratta di un progetto che, tra le sue attività, tiene insieme un laboratorio di ciclomeccanica, un audiolab, un progetto di aule studio aperte dalle ore 10.00 alle ore 20.00, un laboratorio di camera oscura e, per finire, un laboratorio di xilografia ed uno di serigrafia. L’idea alla base del progetto è quella di costruire un ponte tra le arti analogiche e le nuove generazioni, soprattutto nel mondo iperconnesso e digitalizzato che quotidianamente ci circonda e ci avvolge sempre di più. Le attività di ‘Laboratori dal Basso’ vanno tutte in questo senso. Abbiamo svolto dei workshop nei laboratori, come ad esempio in quello di serigrafia, che tracciano il percorso verso quello che è l'obiettivo del nostro progetto. Non a caso, l'idea da cui nasce il programma di ‘Laboratori dal Basso’ è proprio quella di riuscire ad interagire maggiormente anche con la componente studentesca, per fare in modo che le nuove generazioni possano restare quanto più possibile in contatto con queste arti che sono o sono state estremamente popolari e che con l’incedere del tempo e degli strumenti tecnologici a mano a mano rischiano di perdersi.
                    • Il Progetto

                      Caterina Galloni ci presenta FRAGILE, progetto realizzato nell’ambito di Vitamina G dall'associazione culturale ArteStudio, che lavora professionalmente nel campo artistico e del sociale da trent’anni, collaborando continuativamente con diversi Enti e Amministrazioni. "Sono Caterina Galloni e faccio parte dell'Associazione ArteStudio, vincitrice del bando Vitamina G, parte del programma GenerAzioniGiovani.it e finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Gioventù." Progetto di teatro sociale rivolto a 8 giovani Under-35, FRAGILE è stato un vero e proprio percorso volto a mettere in campo un corso di informazione sul mestiere dell'attore sociale, ovvero quell'attore in grado di intervenire all’interno delle situazioni di criticità sociale con gli strumenti propri del teatro. Il progetto FRAGILE ha visto la sua massima espressione nella Chiesa di Santa Bibiana, con la partecipazione degli ospiti del Polo Sociale di accoglienza e supporto per persone senza dimora di Binario 95. A partire da novembre 2021, hanno preso parte ad un percorso, dapprima approcciando una fase di studio e prettamente laboratoriale. Ci siamo trovati di fronte a un gruppo nuovo ed inedito, che è stato integrato tra la presenza di giovani tirocinanti affascinati dal progetto e quella degli ospiti di Binario 95. Il progetto è poi sfociato in una rappresentazione teatrale, portata in scena lo scorso 2 marzo. Fondamentale in questi casi è il supporto, la rete che arriva dagli enti pubblici e dalle istituzioni, in grado di fornire sia supporto che linfa vitale a progetti di coesione e integrazione sociale meritevoli come FRAGILE. Il contributo che enti pubblici come la Regione Lazio, in questo caso, offrono alle associazioni piccole o grandi che siano è fondamentale. Ci riconosciamo nel senso di comunità di questi bandi. Il fatto che possano uscire dei bandi che vanno in questo senso è sempre fonte di grande piacere per noi.
                        • Il Progetto

                          Giulia Perrone e Roberta Brega, formatrici di ABCyber, presentano il progetto di cui sono parte. Si tratta di una proposta volta a combattere il cybercrime e a sensibilizzare gli studenti sulla normativa in materia e su un utilizzo consapevole del web, per prevenire comportamenti devianti online tramite la loro riconduzione ad una dimensione pre-cyber. E' un processo importantissimo, rivolto allo sviluppo e al potenziamento delle competenze emotive dello studente, come ad esempio la consapevolezza di sé, nonché delle competenze relazionali come l’empatia. Giulia Perrone spiega in cosa consiste il progetto e a chi è rivolto, anche tramite l’utilizzo di piattaforme web con processi di gamification. "Siamo l'Associazione Giovanile CONS. CRIM. – Consulenze Criminologiche, vincitori con il nostro progetto ABCyber del bando VitaminaG delle Politiche Giovanili della Regione Lazio. Il nostro progetto è destinato ai giovani per alfabetizzarli, sensibilizzarli e per prevenire le condotte a rischio all'interno del web". Roberta Brega racconta in che cosa consistono le attività portate avanti dall’associazione nell’ambito di ABCCyber, nonché gli strumenti utilizzati e le scuole coinvolte nel progetto. "Le nostre attività si svolgeranno prettamente in aula perché il progetto è creato sui ragazzi ed è per i ragazzi. Quindi attraverso attività esperenziali, ludiche o comunque con attività frontali con cui i ragazzi comprenderanno l'importanza delle loro azioni all'interno del mondo Internet. Il progetto è patrocinato dal comune di Fiumicino e le scuole interessate sono quelle di primo e di secondo grado Segré e il Liceo Leonardo Da Vinci."
                            • Il Progetto

                              Dicci chi sei e cosa fai.

                              Ciao a tutti, mi chiamo Virginia Enrico e sono una studentessa del primo anno alla Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté di Roma. Frequento il corso di Organizzazione della Produzione.

                              L’Organizzatore della produzione sovrintende l’organizzazione della lavorazione di un film in tutti i suoi aspetti, dalla preparazione alla fase di post produzione, in accordo con il produttore. È responsabile ultimo della stesura del piano di lavorazione e del preventivo dei costi, relazionandosi costantemente con tutti i reparti artistici e tecnici che partecipano alla realizzazione di un’opera audiovisiva. Da dove nasce questa tua passione?

                              La scelta dell’organizzazione della produzione nasce dall’unione tra i miei interessi nell’economia e nel cinema.
                              Da diversi anni, tutte le settimane sono solita andare al cinema: il cinema mi fa provare emozioni e mi piacerebbe molto farne un lavoro quotidiano.
                              La scelta specifica del corso di organizzazione della produzione è legata all’economia: mi piace tutto ciò che riguarda l’organizzazione di un sistema. Del sistema cinematografico mi piace l’idea di fare un lavoro che si svolge collettivamente e che sovraintende sia economicamente che umanamente un prodotto audiovisivo.

                              La Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”, centro di formazione professionale della Regione Lazio cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, ti ha permesso di intraprendere un percorso dedicato a questa tua passione. Ci racconti qualcosa dei tuoi anni nella Scuola? E magari svelaci un aneddoto!

                              Ho iniziato da poco ma mi hanno già permesso di toccare con mano il lavoro dell’organizzatore della produzione. La grande opportunità che mi sta offrendo la Scuola “Gian Maria Volonté” è la possibilità di studiare la professione sia a livello teorico che pratico.
                              Fin da subito mi è stato chiaro che non è concepita come un’università ma neanche solo come una scuola di formazione professionale: la natura pratica e collettiva del lavoro svolto, che rappresenta una preparazione al mondo del lavoro, porta gli studenti a una collaborazione continua, in cui spesso si creano legami molto forti che affiancano gli studi.

                              Quanto, la partecipazione al corso della Scuola, ha influito sul tuo sviluppo personale e professionale e quali obiettivi ti ha permesso di raggiungere o quali nuove strade ti ha aperto?

                              La Scuola è fondamentale per la mia formazione e per darmi la possibilità di confrontarmi con la mia scelta professionale: i docenti, che ci formano e ci seguono nell’arco dei tre anni, sono tutti professionisti attivi nel settore cinematografico e con una grande esperienza. Il connubio tra preparazione teorica e pratica forma gli studenti all’interno di un contesto accademico in cui poter sbagliare e comprendere l’errore.
                              La scuola prevede inoltre delle ore di tirocinio curriculare, affianco alla preparazione didattica e alle esercitazioni pratiche, aprendo la possibilità di instaurare dei rapporti lavorativi veri e propri già durante gli anni di formazione.

                              I tuoi tre motivi per i quali dei ragazzi come te dovrebbero iscriversi alla Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”, scegliendo dunque di coltivare la propria passione per l’organizzazione della produzione nella realizzazione di un film.

                              In primo luogo e personalmente, consiglio la Scuola Volonté perché è un mondo meraviglioso di persone e idee che si muovono intorno al cinema e, come tale, anche intorno all’arte, alla società e alla cultura, aldilà della classe che si frequenta. A scuola si incontrano e si confrontano menti diverse che condividono un progetto comune ma con esperienze e opinioni tra le più disparate. Il confronto e la diversità rappresentano la forza della scuola.
                              Consiglio l’organizzazione della produzione a persone che hanno interesse nel cinema ma anche nell’“altro” e nel desiderio di metterlo nelle migliori condizioni per svolgere il proprio lavoro, supportarlo e, al tempo stesso, sovraintenderlo. Nella gestione di tutti i reparti coinvolti nella realizzazione di un film e di chi che ne fa parte, la produzione richiede la capacità di muoversi velocemente tra persone e problemi, sia di carattere logistico che economico. In quanto organizzazione di tutti gli altri reparti, uno dei motivi più validi per scegliere il mio corso è rappresentato, a mio avviso, dalla capacità di raccogliere in una sola area le competenze di tutte le altre, caratteristica intrinseca che la rende unica nel suo genere.

                                • Il Progetto

                                  Dicci chi sei e cosa fai.

                                  Mi chiamo Elisa aka ELASI e sono autrice, cantante e producer. Il mio progetto musicale è un pop contaminato da molti generi che vanno dal funk all’elettronica, dall’r’n’b alla bossa, dall’afrobeat alla disco. 

                                  Quando nascono in te l’interesse e la passione per la storia, la composizione e l’interpretazione della musica?

                                  Fin da quando son nata c’è sempre stata tanta musica nella mia casa. Si ascoltava il giradischi, la radio e la tv, ed è stata una cosa normale per i miei genitori portarmi a lezione di pianoforte quando avevo 5 o 6 anni, anche se non sono musicisti. Da quel giorno, non ho mai smesso di studiare, creare e “respirare” musica: ho frequentato il conservatorio (chitarra classica), ho studiato jazz con una borsa di studio per Berklee Summer School, ho lavorato in uno studio di produzione a Los Angeles per assimilare l’elettronica, ho lavorato sul canto per trovare il mio suono più naturale, e ho fatto tanta gavetta suonando dal vivo.

                                  Officina Pasolini, il laboratorio di alta formazione artistica del teatro, della canzone e del multimediale della Regione Lazio, nonché Hub culturale di eventi su Roma, ti ha permesso di intraprendere un percorso dove far crescere il tuo talento e provare a fare della musica la tua professione. Come hai scoperto questo mondo?

                                  Tramite passaparola di un caro amico. Nel 2015, mi ero appena laureata in economia ma volevo portare avanti il mio percorso musicale. L’apertura delle candidature per il primo biennio di Officina Pasolini è caduta per me a pennello. Ci ho provato credendo di non riuscirci. Invece, in pochissime settimane, ho saputo che ero stata presa e che dovevo iniziare una nuova vita a Roma. 

                                  Quanto è importante questo corso per te? Quanto, dunque, ti senti arricchita da questa esperienza? E svelaci un aneddoto!

                                  Se non avessi fatto Officina Pasolini, forse la musica sarebbe rimasta per me un hobby. Se non fosse stato per quella borsa di studio, non mi ci sarei mai potuta dedicare full time per quasi due anni. All’inizio non è stato facile. Non sono mai stata molto sicura di me quindi era difficile affrontare la timidezza e proporre la mia musica davanti a dei veri professionisti, in un ambiente difficile come quello artistico. Ma, alla fine, a forza di stimoli, di “capocciate” e di formazione pratica, ho capito che cosa volevo fare esattamente con le mie canzoni. Che piacciano o no, ho imparato a costruirmi la mia piccola strada.

                                  I tuoi tre motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero iscriversi al laboratorio di Canzone di Officina Pasolini, scegliendo dunque di coltivare e approfondire la propria passione per la musica.

                                  Il primo è che non conosco altri posti in Italia in cui si possa avere un’infarinatura a 360 gradi e gratuita sulla professione dell’autore e del cantautore. Al momento, sono autrice per Sugar e mi sento di essere stata preparata ai ritmi di questo mestiere nelle case discografiche.
                                  Il secondo è la disponibilità e il contatto umano degli insegnanti/tutor. Prima di firmare un contratto discografico o di fare una gavetta infinita, è veramente difficile potersi confrontare con calma e avere consigli pratici di professionisti così importanti.
                                  Il terzo è la convivenza con altri artisti. Puoi avere tutti i giorni consigli e feedback immediati da persone che hanno una sensibilità artistica simile alla tua, imparando ad accettare la cosa fondamentale della vita di un musicista: "non puoi piacere a tutti quindi non provarci nemmeno a non essere te stesso al 200%” :)!

                                  • Il Progetto

                                    Studiosa della cultura Giapponese e insegnate della medesima lingua. Veronica, raccontaci chi sei e cosa fai. 

                                    Mi chiamo Veronica Favaro ho 27 anni e sono nata e cresciuta a Latina. Fin da piccola sono stata sempre un’appassionata di lingue, di arte e di tutto ciò che è creativo. La passione per le lingue e per la letteratura ha fatto sì che al liceo studiassi l’inglese, il francese e lo spagnolo. Spinta da un irrefrenabile desiderio di conoscenza, già durante i primi anni mi sono avvicinata al giapponese, lingua poi studiata all’università con ottimi risultati. Attualmente sto lavorando sodo per affrontare una nuova sfida: da ottobre di questo anno, molto probabilmente, inizierò un nuovo percorso universitario che unisce la mia passione immensa per le lingue e il mondo della moda e del Made in Italy, studiando mediazione linguistica nell’indirizzo Fashion & Design Management all’Università Unicollege di Firenze.

                                    Torno Subito è il programma di interventi che finanzia progetti presentati da giovani universitari, laureati, diplomati, ideato dall’Assessorato alla Formazione, Ricerca, Scuola, Università della Regione Lazio, con il fine di promuovere un piano di sviluppo di percorsi di formazione e di sperimentazione di esperienze in ambito lavorativo. Questo progetto che si sviluppa in due fasi, la prima fuori dalla regione (in Italia o in uno qualsiasi dei Paesi del Mondo) e la seconda da svolgere nel nostro territorio, in cosa ti ha arricchito e quanto è stato importante per la tua crescita personale e magari anche professionale?

                                    Torno subito mi ha innanzitutto dato la possibilità economica di poter studiare e vivere in un paese all’estero, entrando in contatto con molte culture diverse, e l’opportunità di insegnare in una scuola di lingue di Latina attraverso un tirocinio. Durante la fase 1, ho consolidato la mia conoscenza del giapponese studiando in una scuola di Tokyo, imparando a destreggiarmi nelle piccole sfide quotidiane, raggiungendo sempre di più una mia indipendenza. Durante la fase 2, ho imparato tecniche di insegnamento stando a contatto con alunni con esigenze diverse e confrontandomi con docenti esperti nel settore.  L’intero progetto ha fatto sì che diventassi un’adulta più responsabile e consapevole del proprio futuro. Indubbiamente, l’aver studiato giapponese in Giappone rappresenta un plus non indifferente da aggiungere al mio CV e sicuramente influirà in modo positivo sulla ricerca di un lavoro.

                                    È proprio grazie a Torno Subito che hai potuto coltivare la tua passione e i tuoi studi in Giappone, a Tokio. Raccontaci questa magnifica esperienza, inserendo qualche curiosità e aneddoto interessante!

                                    Se il mio interesse per la lingua giapponese è nato durante i primi anni di liceo, l’amore immenso per il Sol Levante è esploso durante l’ultimo anno della scuola primaria. Da quel momento è stato tutto un crescendo fino al 1° aprile 2019, quando sono partita per Tokyo. Descrivere un’esperienza così travolgente in poche righe è davvero impossibile! Il Giappone mi ha regato, senza dubbio, moltissime esperienze di vita positive: ho stretto amicizie importanti, conosciuto persone di nazionalità diverse e vissuto la città da residente e non con gli occhi di un semplice turista. Proprio per questo motivo ho potuto constatarne anche gli aspetti negativi: una vita frenetica e individualistica e piccoli episodi di razzismo provati anche in prima persona. Nonostante gli aspetti negativi, mi sono innamorata follemente di questa città e continuerò sempre a considerare Tokyo una seconda casa.

                                    I tuoi tre motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero intraprendere questo percorso con Torno Subito.

                                    Il primo motivo è economico: come le borse di studio per il diritto allo studio, così Torno Subito offre la possibilità agli studenti meno abbienti di specializzarsi ed entrare nel mondo del lavoro con più competenze. Il secondo motivo interessa il CV: vincere Torno Subito non significa solamente avere la possibilità di specializzarsi ma anche aggiungere al proprio CV un’esperienza che fa guadagnare punti nei colloqui lavorativi. Presentare il progetto ed essere scelti da una commissione mette sicuramente in risalto qualità e lavorative. Il terzo motivo riguarda la sfera personale: Torno Subito dà la possibilità di trascorrere mesi lontano da casa, confrontarsi con realtà diverse dalla propria e mettersi in gioco, imparando e crescendo.

                                      • Il Progetto

                                        Tevere Art Gallery. Chi siete e di cosa vi occupate?

                                        Mi chiamo Thomas Corvaglia, ho 28 anni e sono maestro di pianoforte. La Tevere Art Gallery nasce sette anni fa da un'idea di mio padre, Luciano Corvaglia, noto stampatore e curatore di mostre fotografiche internazionali. La galleria è uno spazio multimediale con una forte vocazione verso la musica classica e la fotografia.

                                        Tevere Art Gallery è anche l'organizzatore dell’evento “The Darkroom Project #7”, un evento realizzato al Castello di Santa Severa, tra il 28 febbraio e il 1° marzo 2020. Perché questa idea e cosa ha riguardato nel concreto questo interessante appuntamento?

                                        "The Darkroom Project" è un festival di fotografia B/N con concerti di musica classica. Il festival è la conseguenza logica del nostro percorso: il mio fine è quello di accostare due forme d'arte apparentemente lontane ma che, in realtà, hanno molti punti in comune; il fine di mio padre è di mantenere vivo l'interesse dei giovani per l'arte della stampa ai sali d'argento e, in generale, per la fotografia analogica, minacciata sempre di più dall'avvento del digitale. L'evento era composto da una grande mostra fotografica, performance di camera oscura aperte al pubblico, workshop, letture portfolio, docu-video su grandi fotografi italiani, concerti e performance di musica.

                                        Un’interessante iniziativa dedicata alla fotografia che avete portato avanti come parte del programma di valorizzazione del centro di posta giovanile al Castello di Santa Severa, nell'ambito del progetto di Itinerario Giovani, finanziato dalla Regione Lazio. Come siete venuti a conoscenza di questa iniziativa e cosa ne pensate?

                                        Abbiamo saputo dell'iniziativa attraverso il passaparola e devo dire che ci siamo trovati benissimo, grazie anche al supporto e alla professionalità di chi ci ha seguiti.

                                        I vostri motivi per i quali dei giovani ragazzi dovrebbero partecipare a progetti come il vostro o magari provare a organizzarne uno loro stessi, nell'ambito dell'iniziativa Itinerario Giovani.

                                        Il motivo per il quale un ragazzo dovrebbe seguirci? La vera professionalità, frutto di anni di duro lavoro in prima linea. Quello che posso consigliare è di non mettersi a insegnare o a organizzare eventi culturali se non si ha un bagaglio culturale forte nell'ambito che si sta trattando, corredato anche da esperienze lavorative importanti e, possibilmente, svolte in ambito internazionale.